Storia della Profumeria

La storia della profumeria s’intreccia nel Mediterraneo con la storia ufficiale.

Non si può datare con certezza la nascita del profumo, anche se l'archeologia ci fa sapere che accanto all'utilizzo del profumo come intermediario fra l'uomo e gli dei, quasi subito esso fu usato come strumento di seduzione e per la cura del corpo.

Alcune ricerche condotte a Pyrgos, nell'isola di Cipro, hanno scoperto quella che si crede la più antica fabbrica di profumi del Mediterraneo, con ritrovamenti risalenti al XX sec A.C.

E' l'antico Egitto, però, a fornirci la prima vera testimonianza dell'utilizzo del profumo.

Qui il profumo è sempre presente nei templi e nei rituali religiosi: purifica il corpo e la mente della persona ed è parte integrante del rito dell'imbalsamazione dei defunti.

Al significato magico-sacrale se ne somma poi uno più profano, legato all'arte del sedurre. Le donne egizie si spalmavano sul corpo balsami e oli profumati, distribuivano sui capelli pomate aromatiche.

L'arte di miscelare gli aromi si diffuse anche in Occidente, in Grecia e a Roma. Fin dall'epoca Cretomicenea (1500 a.C.), i Greci credevano nell'esistenza di esseri divini rivelati dagli aromi e dai profumi, ma sono passati alla storia per il culto della bellezza plastica e della conseguente cura per l'igiene del corpo.

Anche i Romani, da principio avversi a queste frivolezze, furono contagiati dall'amore per i profumi e gli unguenti. Inizialmente legati al culto religioso, le essenze profumate passarono all'uso personale o d'ambiente: i Romani preparavano unguenti, acque aromatiche, profumi, pastiglie e polveri odorose.

Caduto l'Impero Romano, in Europa l'arte della profumeria conobbe un periodo di decadenza. Questo si deve anche al Cristianesimo che, con i suoi austeri costumi, riservò la pratica dell' uso delle essenze profumate al solo culto religioso (si ricorda tra l'altro Maria Maddalena che dopo aver lavato i piedi di Gesù li asciugò con i capelli e li cosparse d’olio profumato. Ecco perché Maria Maddalena è oggi conosciuta come la protettrice dei profumieri.)

Sarà solo nel XIII secolo, alla fine delle Crociate, che il profumo farà ritorno stabilmente in Europa.

Nel frattempo in Oriente il commercio di aromi e spezie conobbe un grande sviluppo. La scoperta dell'arte della distillazione dà un enorme impulso al mercato dei profumi. Gli Arabi non sono gli inventori di questa tecnica ma l'hanno raffinata e diffusa. Nel X secolo, il celebre medico arabo Avicenna scoprì come distillare l'Acqua di rose dai petali della rosa centifolia.

I Greci distillavano utilizzando l'àmbix (il vaso o la coppa forniti di un piccolo canale), gli arabi aggiunsero l'articolo è lo strumento divenne al-ambicco (al-ibniq). Tuttavia non si trattava ancora di soluzioni alcoliche, in quanto l'alcol era proibito dal Corano.

Il primo profumo moderno in soluzione alcolica fu preparato in Ungheria nel 1370 da un monaco esperto di chimica. Il profumo, noto come Eau de Hongrie ("Acqua Ungherese"), era un estratto di rosmarino, timo e lavanda. La regina Elisabetta d'Ungheria si vantava, grazie ai poteri di questo profumo, di essere riuscita a sedurre a settant'anni il re di Polonia.

Nel Rinascimento l'arte della profumeria si sviluppò ulteriormente: la chimica sostituì definitivamente l'alchimia migliorando la distillazione e la qualità delle essenze.

I più grandi profumieri del Rinascimento erano spagnoli e italiani.

La nascita della moderna arte profumiera avvenne a cavallo fra il Seicento ed il Settecento ebbe due fattori importanti: l'invenzione dell'acqua di Colonia (Recenti studi hanno attribuito l'invenzione della formula dell'Aqua mirabilis a Giovanni Paolo Feminis, originario di Crana, nella Valle Vigezzo. La creazione del prodotto era stata attribuita in precedenza da alcuni studiosi a Giovanni Maria Farina originario di Santa Maria Maggiore in Valle Vigezzo, anche lui emigrato a Colonia) e lo sviluppo del centro di produzione profumiera di Grasse.

A Grasse, una piccola città medievale del sud della Francia, l’attività principale verteva essenzialmente sulla produzione e sulla conciatura delle pelli. Il cuoio veniva trattato in modo assolutamente unico, utilizzando una polvere di mirto e pistacchio che donava una colorazione verde ed una morbidezza eccezionale. Con il Rinascimento, esplose la moda dei guanti ed alla fine del XVI° secolo, i guanti di Grasse erano conosciuti in tutta Europa per la loro morbidezza e il loro profumo particolare. Nasce così la profumeria a Grasse!

Il XVIII° secolo vide l’evoluzione delle “guanterie” in “Profumerie”. La cittadina di Grasse divenne facilmente la capitale della profumeria mondiale perché molti fiori, da cui trarre le essenze, crescevano spontanei: la tuberosa, la mimosa, il narciso, e la rosa. Il gelsomino pur essendo originario dell’Asia, si acclimatò perfettamente a Grasse, tant’è che qui viene chiamato da tutti “La Fleur”.

Successivamente nel corso dell'Ottocento e del primo Novecento la varietà delle essenze disponibili aumentò, grazie alle esplorazioni geografiche ed al colonialismo. In quest'epoca si sono diffusi profumi come la vaniglia e l'ylang ylang, coltivati nelle colonie francesi del Madagascar e delle Comore.

Una vera rivoluzione nel campo della pulizia personale avvenne verso la fine dell'Ottocento quando Louis Pasteur, padre della microbiologia, scoprì l'esistenza dei batteri. Ne derivò una forte spinta all'igiene personale e venne

meno l'esigenza di ricorrere a fragranze grevi. Si passò quindi dalla necessità di occultare i cattivi odori al desiderio di profumi più dolci e meno aggressivi.

La Rivoluzione Francese arrecherà un colpo terribile alla profumeria. Nonostante la creazione di fragranze dai nomi evocativi, come "Profumo alla ghigliottina" e "Alla Nazione", le essenze profumate sono sinonimo di aristocrazia.

Nel 1778 nasce a Milano la Casa di Profumo, Saponi e articoli per toletta Angelo Migone & C., che produce beni profumati e per la cura della persona. Cesserà di esistere solo negli anni Cinquanta del XX secolo, vittima di una politica aziendale troppo ancorata a vecchie produzioni.

Nel XIX secolo l'abolizione degli editti corporativi e la liberalizzazione del commercio permettono di segnare una tappa decisiva nella produzione del profumo. In questo periodo entra in scena il famoso marchio Guerlain.

Nel 1828 Pierre Francois Pascal Guerlain apre la sua prima maison di profumeria a Parigi, che offre eau de toilette, saponi, preparazioni termali, aceti aromatici, creme e pomate di ogni tipo.

Sempre nell'Ottocento, precisamente nel 1865, il profumiere londinese Eugene Rimmel (colui che ideò un sistema per rendere ancora più affascinanti gli occhi delle donne con uno spazzolino per le ciglia intinto nel carboncino), divide gli aromi in diciotto gruppi allo scopo di facilitare la classificazione degli odori. Nasce così il concetto di sottofamiglia, dividendo i profumi in base alla loro persistenza e alla nota dominante, sviluppato poi in seguito.

Nasce così la Profumeria moderna. Poco a poco compaiono prodotti di sintesi di alta qualità, con prezzi accessibili e con note inedite nelle composizioni.

Il primo profumo famoso che utilizza prodotti di sintesi è Flomary, commercializzato agli inizi del 1900.

Ma la vera affermazione arriverà nel 1921 con la creazione, da parte di Ernest Beaux, del famosissimo profumo Chanel N.5.

La Profumeria contemporanea offre oggi lo spettacolo di una vera e propria arte, con la sua profusione d'innovazioni, facendosi interprete delle culture, delle tradizioni e delle mode di ogni parte del mondo.

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